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Marche Motocicli (G)

Tutte le Case motociclistiche Italiane

In questa pagina ed altre collegate, vi sono 579 marchi di Ditte che nel ventesimo secolo hanno costruito: cicli, motocicli, motoleggere ed altro.

Quasi sempre, il marchio, o il logo, come vengono chiamati delle varie Case motociclistiche, non sono altro che il nome del fondatore. Molte volte però, dietro a sigle o disegni si nascondono abbreviazioni e/o slogan che rivelano le origini della marca. Menzionarli tutti, sarebbe interessante ma praticamente impossibile, le fabbriche di motociclette, da cento anni a questa parte, si dice siano state all'incirca cinquemila! Eccone, una piccola parte, scelti tra quelli italiani, storicamente più o meno importanti.

L'autore di queste pagine attinenti ai marchi, non è responsabile per il contenuto in quanto trattasi di giorni e giorni di ricerche effettuate su vecchie riviste del settore, quotidiani, libri, internet e quant'altro, pertanto declina ogni responsabilità.

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G.D.
1923-38

Fabbrica fondata nel 1923, con sede a Bologna, dall’ingegner Guido Dell’Oglio. Nel 1926 una G.D. 125 a due tempi con cilindro orizzontale partecipa al Gran Premio di Monza. Nello stesso anno il marchio è modificato in G.D.Ghirardi. Sono in produzione cinque versioni, con telaio leggermente diverso, del modello 125. Nel 1927, una nuova 250 cc con motore a due cilindri verticali affiancati, posti trasversalmente nel telaio e cambio a quattro velocità. Nel 1930, escono due nuovi modelli di 175 e 350 cc, con distribuzione comandata da un albero a camme in testa. In seguito, è prodotto anche un modello di minori pretese, di 100 cc con motore a due tempi. Secondo alcune fonti l’attività cessa nel 1938, secondo altre nel 1943.

Bicicletta a motore 125 del 1923

GA
1925-27

Motocicletta nata dalla Casa Brevetti Azzara di Milano, nel 1925, utilizza un motore Blackburne di 700 cc, cambio Burman, telaio in lamiera e forcella anteriore speciale.

GAIA
1922-32

Dal 1905, Giuseppe Gaia costruttore dì biciclette, nel 1922 decide di dedicarsi anche alle biciclette a motore, che in quel periodo vanno di moda. Il primo modello è equipaggiato con il motore tedesco Alba, un monocilindrico inclinato a valvole laterali di 192 cc e accensione a magnete che allora va per la maggiore. Forcella a parallelogramma, cambio separato a due marce, trasmissioni primaria e secondaria a catena, a destra si trova invece la catena per i pedali. Adotta motori a due e quattro tempi DKW, Rubinelli, Train, Paquè, G.D., M.M., Siat, Ladetto & Blatto, Moser e infine di propria costruzione, per i quali disegna un gran numero di telai differenti.

La Casa chiude i battenti nel 1932.

Bicicletta a motore 192 del 1924

GAIO
1947-48

Motore per biciclette da 48 cc a valvole laterali con trasmissione a frizione.

GALATOR
1933-35

Motocicletta costruita da Silvio Gagliacco, nel 1933, ha motori Sachs a due tempi di 74 e 98 cc.

GALBAI
1921-25

Motocicletta prodotta dalle Officine Meccaniche Galbai di Tradate nel 1921, ha motore monocilindrico a due tempi di 276 cc, lubrificazione a miscela, trasmissione a catena, cambio a tre velocità, sospensione elastica anteriore. Nel 1933, la Casa si presenta al Gran Premio di Monza con una monocilindrica di 348 cc, con motore a due tempi. Nella classe 500 presenta una bicilindrica a V di 492 cc. Nel 1923, la Galbai ha motore a due tempi di 301 cc. La moto è venduta a richiesta con magnete dinamo Bosch. Dal 1924, produce un modello di 350 cc a due tempi, cambio a due velocità a ingranaggi scorrevoli.

GALBUSERA
1932-55

Casa fondata nel 1932 da Plinio Galbusera produsse dapprima moto dotate di motori Rudge Python da 175 a 500 cc. Presentò alcuni progetti radicali al Salone di Milano del 1938, ma la V4 a due tempi da 250 cc sovralimentata e la V8 a due tempi da 500 cc non entrarono mai in produzione. Dopo la guerra la Galbusera costruì moto convenzionali e veicoli a tre ruote da 175 a 500 cc con motori di propria produzione, Sachs e Villiers. Dopo il 1955, la produzione della Casa si esaurisce.

Motocicletta 250 del 1934

GALIMBERTI
1933-35
Cesare Galimberti produsse versioni aggiornate delle moto di Maffeis.
GALLMOTOR
1953-57

Casa di Padova, presenta al Salone di Milano del 1954 un motorino ausiliario a due tempi di 42 cc con cilindro orizzontale, rapporto di compressione variabile e alimentazione a benzina, a nafta o a petrolio. Progettisti di questo modello sono Galimberti e Chiarini, che lo testano per tre anni prima di presentarlo all’esposizione milanese. Un particolare importante è lo smontaggio del motore, che può essere eseguito nel giro di pochi minuti con l’aiuto di un cacciavite e due sole chiavi. Nonostante il successo di critica, entra in produzione di serie solo nel 1956, ma non ottiene il successo di mercato sperato e, poco dopo, scompare definitivamente.

GALLONI
1920-31

Produsse bicilindriche a V da 500 e 750 cc a valvole laterali, seguite da monocilindriche a quattro tempi da 250 a 500 cc. Nonostante la popolarità di questi modelli, la ditta chiuse per problemi economici. l'ultimo modello montava un motore Blackbume da 175 cc. Nel 1931, la Casa chiude.

Motocicletta 500 del 1922

GANNA

1923-57

Motociclette costruite da Luigi Ganna dopo la Prima guerra mondiale, montano su telai di propria produzione, motori JAP di 250, 350 e 500 cc, a valvole laterali e in testa. In seguito, utilizzano propulsori Python di 350 e 500 cc e Balckburne di 250, 350 e 500 cc. Negli anni Trenta alla gamma si aggiungono due motoleggere di 175 cc, una con motore JAP a valvole in testa e l’altra con Blackburne a valvole laterali. Nel 1933, è utilizzato anche il Python Rudge a quattro valvole in testa ed è presentata una nuova 500 cc, con motore originale Ganna, distribuzione ad albero a camme in testa e cambio a quattro velocità. Negli anni successivi, la produzione si basa su tre modelli di 500 cc e due di 250 cc. Nel 1941, sono presentate una 250 cc a valvole in testa comandate da aste e bilancieri, una 350 a valvole laterali, una 500 a valvole in testa. La Casa resta sul mercato fino al 1942. Alla fine della guerra, la produzione riprende e la Casa punta sulle motoleggere di 125 e 150 cc a due tempi con motori della Puch. Negli anni successivi produce ciclomotori con motori NSU e Puch, motoleggere di 98, 125 e 175 cc, con motori NSU e Puch. la fabbrica chiude alla fine degli anni sessanta.

Motocicletta 500 del 1934

GAOMA
 

La sigla GAOMA stava per "Gestione Associata Officine Metalmeccaniche Artigiane". Nel 1951 presentò uno scooter chiamato Daino, di 65cc. Il telaio e la carrozzeria erano prodotti dalla ditta Magni di Milano, mentre il motore era assemblato dalla GAOMA. Il Daino restò in produzione senza successo, fino al 1954. Fu prodotto anche una versione da 75cc.
Queste notizie sono gentilmente fornite dal Signor Alessandro Pisacane, Grazie

Scooter 65 del 1951

GARABELLO
1903-29

Francesco Garabello costruì la sua prima moto con trasmissione a cinghia utilizzando un monocilindrico da 240 cc, la cui cilindrata fu poi portata a 480 cc. Nel 1922 apparve un modello a quattro cilindri in linea da 984 cc con raffreddamento ad acqua e trasmissione ad albero, che si rivelò tuttavia troppo costoso. Prima che la ditta chiudesse, nel 1929, fu prodotto un modello da 175 cc raffreddato ad acqua con valvole rotanti e trasmissione ad albero.

Motocicletta 175 del 1929

GARAFFA
1923-26
Produsse motori per biciclette.
GARANZINI
1922-31

Oreste Garanzini importò le moto inglesi Verus e ne vendette alcune versioni modificandone alcuni modelli di 350 cc e chiamate Veros. Nel 1922 alla Veros si affianca il marchio Garanzini-JAP o JAP-Garanzini, con una 350 cc con motore JAP, monocilindrico verticale. Successivamente rimane solo il nome Garanzini e sono montati motori JAP e Blackburne a quattro tempi e Villiers a due tempi di varie cilindrate. I modelli del 1925 sono costruiti nel nuovo stabilimento di Milano e sono una monocilindrica 250 cc a valvole in testa, tipo Sport, una monocilindrica di 300 cc a valvole laterali, una monocilindrica 350 cc a valvole laterali nelle versioni Sport e Lusso e una bicilindrica di 615 cc di tipo Sport e Lusso. Nel 1926, sono prodotti diversi modelli da 250 a 680 cc, nelle versioni Standard, Sport e Super Sport, tra cui un’interessante 250 cc, nelle versioni CTO e CTA con albero a camme in testa. Nello stesso anno Garanzini fonda una nuova società ed annuncia la produzione, nel 1927, di due versioni della 250 cc ad albero a camme in testa, una 350 cc con motore JAP a valvole laterali nelle versioni con motore originale e modificato da Garanzini, una 500 cc a valvole laterali e in testa e una 680 cc con motore JAP. Nel 1929, la Casa produce diversi modelli con motori Villiers a due tempi e JAP a quattro tempi in varie versioni. La marca scompare poi definitivamente nel 1931.

Motocicletta 250 del 1926

GARAVAGLIA
1904

Forse la prima Dynasphere (sfera mobile) del mondo, monoruota esposta al Salone di Torino del 1904, con motore monocilindrico verticale, trasmissione a cinghia con pignone finale e ruota dentata. È molto probabile che sia la prima realizzazione del genere in assoluto. Si tratta di una ruota del diametro di due metri in cui è montato un motore, sopra cui è fissata una poltroncina per il guidatore. Un sistema di trasmissione a cinghia, con pignone e corona finali, fa sì che mentre il complesso motore-sedile rimane fermo in posizione verticale, la parte esterna della ruota rotoli normalmente, a velocità modesta sul terreno.

GARDINI
1924-25

Fabbrica biciclette a Forlì. Gardini decide di costruire anch'egli  bicimotore e nel 1924 presenta due macchine, una con il motore DKW a cilindro orizzontale e l'altro a cilindro verticale entrambi raffreddati ad aria forzata. In entrambi i casi la cilindrata è di 118 cc, l'accensione a volano magnete, la trasmissione diretta a cinghia, la potenza di 0.7 CV. La produzione di bicimotore cessa l'anno successivo, quella delle biciclette, proseguirà fino al 1975.

Bicicletta a motore 118 del 1924

GARELLI

1912

Adalberto Garelli brevetta un motore a due tempi a cilindro sdoppiato. Questo motore, di 350 cc equipaggerà il motociclo prototipo denominato 350 con cui nel 1914 l'ingegner Adalberto per testarne l'affidabilità del motore si arrampicherà sul Moncenisio. Alla fine degli anni venti iniziò a produrre equipaggiamento militare. In seguito alla seconda guerra mondiale la grande necessità di mezzi di trasporto economici che affliggeva il paese spostò l'attenzione della stragrande maggioranza delle aziende precedentemente impegnate in ambito bellico alla produzione di piccoli motocicli. La Garelli tornò nel mondo delle due ruote nel 1953 con il Mosquito 38A, un innovativo motore ausiliario da 38,5 cc destinato a equipaggiare le comuni biciclette. In seguito viene costruito un nuovo modello, denominato Mosquito 38B di 49 cc. nel 1961 la Garelli si fuse con la Agrati e produsse una vasta gamma di ciclomotori e moto leggere fino a 125 cc. Negli anni ottanta ritornò nel mondo delle corse, vincendo vari campionati mondiali 125 tra il 1982 e il 1987. La produzione di ciclomotori continua tuttora.

Motocicletta 350 del 1922

GARLASCHELLI
1923-27

Motociclette che dispongono di motori di 175 cc a due e quattro tempi, con distribuzione a valvole in testa.

GATTI
1904-06

Motociclette di cui non si sa molto, prodotte a Modena. Sono costruite in serie limitata utilizzando motori De Dion Boutone, in seguito, anche di altre marche.

GAZZI
1929-32

Piccolo produttore milanese che, agli inizi degli anni trenta, realizza monocilindriche a valvole in testa di 175 cc molto popolari. I motori sono di progettazione e costruzione proprie e la Casa resta sul mercato fino al 1932.

GC
1932-35
Motori ausiliari per qualsiasi tipo di bicicletta da 70 cc.
GEMS
1921-23

Casa di Galeazzi e Moroni che, nel 1921, produce un modello di 269 cc, monocilindrico verticale a due tempi, accensione a magnete, lubrificazione a miscela, trasmissione a catena, cambio a due velocità e forcella anteriore elastica. Non si conoscono altre sue realizzazioni.

GERBI
1952-54

Giovanni Gerbi piccolo produttore che realizza interessanti motociclette con motori Sachs di 98, 125, 150 e 173 cc.

GEROSA

1953-84

Casa italiana fondata nel 1953 con sede a S. Polo (BS). Tra le sue prime realizzazioni una 175 cc ad albero a camme in testa. Alla fine del 1956, produce modelli di 50, 75 e 125 cc. Negli anni successivi, esce anche un motofurgoncino di 50 cc. Nel 1969, appare una minimoto, mentre agli inizi degli anni sessanta si concentra su ciclomotori convenzionali, il P1, il V1, il P3 e il GT, oltre ai modelli da fuoristrada, di 50 cc, come il Cross SS, il Cross Corsa CR e il Cross Zündapp. Nel 1974, in listino ci sono il Mini Minor, il Mini Cross e il Cross Corsa Speciale. Sono del 1975 il Pulce Cross Bimbo e il V1 Monotrave e il Cross Corsa, sia a quattro che a sei marce. La Casa si dedica anche al ciclo-trasporto con modelli come il Folletto a tre e a quattro ruote e il Ciclo-carro 3R. Nel 1976, si aggiungono poi il Pulce Bimbo, un ciclomotore per i più piccoli, il VC e il V2 Export. Nel 1977, la novità è il modello regolarità 50 con motore Minarelli radiale, oltre al Cross 50 corsa corta. Un pieghevole è realizzato nel 1978, mentre l’anno successivo, accanto a modelli da fuoristrada come il Cross Export, il Regolarità Corsa 6 marce e il Regolarità Zündapp, ci sono ancora due modelli per bambini, il Pulce Cross Bimbo e il Pulce Junior con ruote da 8 pollici. La Casa chiude nel 1984.

GG
1928-34

Fondata a Padova da Ugo Gasparetti e Albano Ghisellini, costruì motori ausiliari per bici da 75 cc e motori a due tempi da 100 e 125 cc per moto leggere.

GHIARONI
1966-93

Casa fondata da Efrem Ghiaroni nel 1966. Dopo tre anni, esce il primo motoveicolo e la produzione si concentra in seguito sul settore ciclomotoristico. Negli anni Settanta, la produzione si consolida su alcuni modelli base, come il Dream, il New Deal e il Surprise, cui, nel 1978, altri ciclomotori per bambini, come il Bimbo TNT e il Bimbo Bip Bip e Klin. Negli anni ottanta, sono ancora in produzione il New Deal, con motore Franco Morini di 49,9 cc, monomarcia e la serie Brooklyn, un ciclomotore robusto di 49,9 cc, con telaio monotrave e tubi in acciaio, forcella anteriore teleidraulica e sospensione posteriore con ammortizzatori idraulici regolabili. Esce anche il Brooklyn Camel, con motore Franco Morini raffreddato ad aria e distribuzione controllata dal pistone, cambio a quattro rapporti e freno anteriore a disco, particolare in comune ad altro modello della serie Brooklyn.

GIACOMASSO
1930-35

Fondata a Torino da Felice Giacomasso, che da artigiano assemblatore diventa costruttore (rilevando la fabbrica di motori COM) e nel 1931 presenta i primi modelli di 170 e 250 cc a 4 tempi e telaio a doppia culla. Due anni dopo, è la volta di una bella 175 monoalbero in testa e cardano finale seguita da una bicilindrica in versioni 500 e 600. Le scarse vendite obbligano alla chiusura dell'azienda già nel 1935.

Motocicletta 175 del 1933

GIANOGLIO
1930-35

Piccola fabbrica che produce motociclette di elevata qualità da 175 a 250 cc prodotte in numero limitato. Nel 1932, produce una bicicletta a motore di 70 cc, di cui non si conoscono le caratteristiche tecniche.

Motocicletta 175 del 1931

GILERA

1909

Fondata a Milano da Giuseppe Gilera, i suoi primi modelli utilizzavano motori in posizione verticale  da 317 cc con valvole in testa e trasmissione a cinghia su telaio a diamante. I modelli successivi utilizzarono motori a valvole laterali fino al 1929, quando riapparve la configurazione a valvole in testa. 1935 La Gilera acquistò i diritti della Rondine a quattro cilindri che formò la base dei suoi modelli da corsa fino ai primi anni 60. Dalla metà degli anni 30 fu prodotta una serie di modelli da strada a quattro tempi di cilindrata fino a 500 cc, la Saturno con valvole in testa apparve nel 1939. I modelli del dopoguerra erano basati sulle monocilindriche a quattro tempi e sulle bicilindriche da 100 a 500 cc. nel 1969 la ditta fu acquistata dal gruppo Piaggio, che iniziò la costruzione di nuove due tempi da 49 a 125 cc e continuò a sviluppare i modelli a quattro tempi. Dal 1985 della produzione fece parte anche un nuovo motore da 350 cc a quattro tempi, portato poi a 558 cc e montato sulle moto trai e sulla Nuovo Saturno. La Garelli riprese anche a partecipare alle competizioni di classe 250. 1993 La Piaggio chiuse gli impianti della Gilera di Arcore, decretando la fine di 84 anni di storia motociclistica.

Bicicletta a motore 317 del 1909

GIRARDENGO
1951-54

Fabbrica motociclistica fondata ad Alessandria, nel 1951, dal celebre campione del ciclismo sportivo Costante Girardengo. Produce motoleggere di 125 e 175 cc con motore a due tempi, rimane sul mercato fino al 1954.

GITAN

1950-85

Casa fondata da Gino Tansini (da cui il nome Gitan) a Caorso (Piacenza). Costruì moto leggere con i propri motori a due tempi da 125 e da 160 cc con valvole in testa. Nel 1955 produce una quattro tempi da 175 cc. Poi la Gitan si concentrò sulla produzione di ciclomotori convenzionali e sportivi.

GIULIETTA

1957-75

Peripoli costruì ciclomotori di 48 e motoleggere di 98 cc comparsi nel 1959. Sono equipaggiati con motori di produzione italiana a due tempi e anche di Case tedesche, come Jlo e Zündapp.

GKD
1978-85

Ditta bolognese che dal 1978 produce quattro ciclomotori, il Sir Lad, quattro marce, il Tornese, il Ribot, il Furia Mini Bimbo, ciclomotore giocattolo. I ciclomotori restano invariati sino all’inizio del 1985, quando scompaiono dal mercato.

GN
1920-25

Motociclette costruite a Torino da G. Navone nel 1920, è assemblata con materiale di produzione inglese. Il motore è di 350 cc a due tempi, con cambio a due velocità e trasmissione mista a catena e cinghia.

GORI

1969-71

I fratelli Gori produssero nel loro laboratorio di Firenze versioni aggiornate delle moto da cross Bimm da 50 e 60 cc con motori Minarelli, sotto il marchio Gori-Bimm. 1971-83 Furono prodotti modelli sportivi e da fuoristrada da 50 a 245 cc con motori a due tempi Franco Morini e Rotax. Rilevata dalla SWM nel 1980, scomparve prima del collasso di quest'ultima, nel 1985.

GR
1924-27

Motocicletta prodotta a Torino da conte Gino Revelli di Beumont, agente generale per l’Italia della Henderson, che, nel 1925, vince la classe 500 al Gran Premio di Monza. Il telaio, progettato dallo stesso Revelli e realizzato negli stabilimenti di Antonio Baudo, è in tubi con forcella anteriore a biscottini oscillanti. Il motore è il monocilindrico della JAP di 499 cc, ha distribuzione con due valvole in testa, richiamate da tre molle a spirale concentriche. Nel 1926, è messa in produzione una Revelli con motore JAP di 500 cc, con distribuzione a valvole in testa e cambio a tre velocità.

GRASSETTI
1962-65
Produsse un numero limitato di moto a due tempi da 123 e 148 cc.
GRG
1926-27

Bicicletta a motore realizzata dai fratelli Gasparoli & Ricciardelli, utilizza nel 1926, il motore Della Ferrera a cilindro sdoppiato da 125 cc a due tempi. È l’unica del periodo con telaio elastico, il molleggio è ottenuto per mezzo di un sistema definito dalla pubblicità a cannocchiale curvilineo, agganciato al forcellone posteriore oscillante.

GS MOTORI
1950-54

Società di Milano, costituita dai fratelli Guidetti, dall’ingegner Alberico Seiling e da Nunzio Silvestri. Nel 1950, costruisce il micromotore Gioiello, un monocilindrico a due tempi di 4 kg che può essere montato senza modifiche su qualsiasi bicicletta e consente ad essa di raggiungere circa i 28 km/h, con il consumo di un litro di miscela ogni 80 km. Nel 1953, la cilindrata è portata a 48 cc e il motore leggermente modificato. Se ne produce anche una versione completa di telaio.

GUARALDI
1905-12

Casa che, nel 1905, produce un modello con motore Fafnir di 4 CV, di cui merita menzione la versione con carrozzino, perché il passeggero può, per mezzo di una manovella e di una catena, trasformarsi in motore ausiliario, se la moto si trova in difficoltà nel superare una salita ripida. La Casa ha sede a Lodi e secondo alcune fonti, chiude nel 1907, mentre, secondo altre risulta che nel 1912 utilizza suoi modelli dei monocilindrici verticali di 2,75, 2,95 e 3 CV, l’anno successivo, motori Fafnir di 2,25 CV monocilindrici verticali di 293 cc con accensione a magnete ad alta tensione, oppure di 3,75 CV e di 4 CV. Questi ultimi con frizione, cambio a tre velocità e cilindrata totale di 499 cc.

GUARASCHI
1951-56

Roberto Guaraschi produsse pochi esemplari di una due tempi da 123 cc su telai convenzionali con forcelle a bracci oscillanti con perno anteriore.

GUAZZONI

1935-77

La Guazzoni è una casa motociclistica milanese, fondata da Aldo Guazzoni, meccanico e commerciante milanese, ed l’attività nel 1935 con una 500, che però ha scarso successo. Successivamente vengono costruiti motocarri. Dopo la guerra diventa concessionario per Milano della Moto Morini. L’attività riprende nel 1950 con una 250 monocilindrica due tempi, costruita su commissione dalla bolognese FBM. Nel 1953 viene presentata la Grifo, una 150 due tempi che si caratterizza dal motore con cilindro orizzontale. Del 1955 è invece una 200 monocilindrica monoalbero. Nel biennio 1955-56 una Guazzoni 50 completamente carenata conquista sul circuito di Monza 30 record mondiali. Con la seconda metà degli anni cinquanta la Guazzoni entra in una crisi profonda. Per reagire, vengono proposti modelli di stampo utilitario e si diversifica la produzione con motori per kart e fuoribordo. Proprio da un motore da kart la Casa milanese ricaverà un 50 cc che nel 1965 equipaggerà la Matta, dotata del primo motore italiano a disco rotante. La produzione cessa nel 1976, in seguito a una grave malattia che colpisce Aldo Guazzoni, il quale morirà due anni più tardi.

Ciclomotore 50 del 1965

GUIA
1950-54

Motoleggera costruita dalle Officine Ettore Buralli di Milano, ha un motore di 125 cc a due tempi. Ne esistono due versioni, una con telaio tubolare di disegno moderno, l’altra con telaio in lamiera stampata. Resta in produzione dal 1950 al 1954.

GUIZZARDI
1926-33

Fondata a Torino dall'ex assemblatore ed ex pilota Adelmo Guizzardi (già socio da circa tre anni di Gustavo Patria, produce biciclette a motore motore di 125 e 175 cc a 4 tempi La pubblicità della Casa assicura che una sua moto è la «più perfetta e più buona 4 tempi pel mercato».

Bicicletta a motore 125 del 1926

GUIZZO
1955-64

Scooter di 150 cc e ciclomotore di 48 cc a due tempi, costruiti dal 1955 dalla Palmieri e Gulinelli di Bologna. Lo scooter, tra i più interessanti in Italia al tempo, è migliorato nei dettagli nel 1959, mentre il ciclomotore è aggiornato l’anno seguente. La produzione dello scooter 150 cc con cambio a quattro velocità e carrozzeria ritoccata continua anche nel 1961 e per qualche anno ancora.

 

 

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