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Marche Motocicli (M)

Tutte le Case motociclistiche Italiane

In questa pagina ed altre collegate, vi sono 579 marchi di Ditte che nel ventesimo secolo hanno costruito: cicli, motocicli, motoleggere ed altro.

Quasi sempre, il marchio, o il logo, come vengono chiamati delle varie Case motociclistiche, non sono altro che il nome del fondatore. Molte volte però, dietro a sigle o disegni si nascondono abbreviazioni e/o slogan che rivelano le origini della marca. Menzionarli tutti, sarebbe interessante ma praticamente impossibile, le fabbriche di motociclette, da cento anni a questa parte, si dice siano state all'incirca cinquemila! Eccone, una piccola parte, scelti tra quelli italiani, storicamente più o meno importanti.

L'autore di queste pagine attinenti ai marchi, non è responsabile per il contenuto in quanto trattasi di giorni e giorni di ricerche effettuate su vecchie riviste del settore, quotidiani, libri, internet e quant'altro, pertanto declina ogni responsabilità.

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M.G.F.
1921
Casa milanese, la Motocicli Garanzini Francesco, nata nell’immediato primo dopoguerra. Negli anni venti, la produzione comprende motociclette di 250, 350 e 500 cc con motori Balckburne e cambio a tre velocità. Ogni modello è prodotto nelle versioni Turismo e Sport.
M.R. Motoleggere di 175 cc equipaggiate con motori Train, prodotte dalle Officine Meccaniche Romeo Raimondi.
MAFALDA
1923-28
Fabbrica che, nel 1923, realizza moto leggere a due e quattro tempi da 123 e 173 cc.
MAFFEIS
1903-35

Si pensa che Carletto e Bernardo Maffeis avesse costruito la sua prima moto nel 1895. Nel 1903 apparve un modello prima con motore Sarolea da 2 cv. In seguito i fratelli Maffeis costruirono bicilindriche a V e, negli anni venti, modelli con motori Blackburne da 250 a 500 cc con valvole laterali e in testa. La Casa resta in vita sino al 1935.

Motocicletta del 1895

MAGLIANO
1948
Motoleggera costruita, nel 1949, dai fratelli Mario e Luigi Magliano, che nello stesso anno conquista otto primati mondiali per le classi 75 e 100 cc. La macchina ha motore monocilindrico verticale a quattro tempi, di 74,3 cc, distribuzione a due valvole in testa inclinate e comandate da due alberi a camme in testa, a loro volta comandate da ingranaggi. Il cambio è in blocco a tre velocità, il telaio in tubi con forcella telescopica anteriore e ammortizzatori cilindrici posteriori. La ruota posteriore è a disco. La motoleggera ha solo un cupolino anteriore e una schermatura parziale al tubo portasella.
MAGNI
1928-30
Interessante bicilindrica da 350 cc con cilindri orizzontali e con albero a camme in testa azionato da un secondo albero, costruita a Milano da Luigi Magni. Non raggiunse mai la produzione di serie. Nel 1930 fu prodotta una monocilindrica convenzionale con cilindro verticale da 500 cc.
MAGNI
1977

Un tempo impiegato presso la MV Agusta, quando questa chiuse Arturo Magni fondò la propria casa, che costruisce un numero limitato di moto con telai di propria produzione e motori Guzzi, BMW, MV e Honda.

Motocicletta 1000 del 1982

MAININI
1966-70
I fratelli Mainini costruirono moto da corsa con motori a due tempi Aermacchi da 125 cc modificati montati su telai ribassati.
MAINO
1902-10
Pioniere del motociclismo, utilizzò per i suoi primi modelli motori Souverain con potenza di 2,25 CV. Successivamente, adottano motori di produzione propria. La Casa scompare nel 1910.
MAIOLINA
1948

Cerchiamo notizie

Scooter 48 del 1947

MAJOR
1941-48
Motocicletta costruita a Torino in un numero limitato di esemplari. È una monocilindrica di 350 cc con carenatura completa. Il motore, a valvole in testa, è progettato dall’ingegner Salvatore Majorca, che in precedenza ha lavorato alla Fiat.

MALAGUTI

1923

Casa fondata a Bologna nel 1923 da Antonio Malaguti per la realizzazione di biciclette. In seguito, comincia a produrre ciclomotori solidi e adatti all’impiego quotidiano. Nella seconda metà degli anni settanta, produce una trentina di modelli, esportati in tutta Europa, soprattutto in Francia. Oltre alla gamma di modelli utilitari, tutti con motori Franco Morini, di grande successo è il Cavalcone 50 da fuoristrada, con motore a due tempi con testa radiale, cilindro in alluminio, cambio a sei marce, accensione elettronica, ammortizzatori a gas, forcella a lunga escursione. Con caratteristiche simili è il Ronco, con cambio a quattro rapporti, Il monomarcia con frizione centrifuga e i modelli con variatore, tutti con cilindro orizzontale, come il Fifty e l’Haccapi, con telaio monotubo, ruote in lega leggera o a raggi. Sempre con telaio in tubo sono il Drop e il Totem  e il Track quattro marce con comando a pedale. Ancora telaio monotubo, ma motore diverso per il Fifty quattro marce “radiale” e per lo Special Fifty, con ruote in lega leggera e freno anteriore a disco. Alla gamma si aggiungono anche il Tre-Tre, il Quattrotto e il Motorik con ruote basse, monomarcia e variatore.  La gamma si amplia con un modello da strada, l’RST 50, e con una serie rinnovata di modelli fuoristrada, tutti da 50 cc, come l’MDX Enduro, l’RCX/W, il Sahib 50, tutti raffreddati ad acqua. Ogni anno i modelli sono perfezionati e migliorati, esce il Runner YPVS con motore Yamaha, Minarelli, raffreddato a liquido con distribuzione lamellare di 123 cc. A questo segue la versione Rally di 20,5 CV a 9000 giri/min destinato al fuoristrada e l’RST 50, un cinquantino stradale raffinato con avviamento elettrico a richiesta. I cinquantini per il fuoristrada sono l’Enduro MRX, raffreddato a liquido con telaio monoculla sdoppiata in tubi d’acciaio, il Grizzly RCX 50 e RCW/4, il Dune ES 50 con cupolino e doppio faro.

Ciclomotore 48 del 1965

MALANCA

1956-86

Mario Malanca inizia la sua avventura imprenditoriale nel mondo della meccanica producendo nella sua officina di Bologna parti meccaniche e mozzi per ruote di motociclette, in seguito l' Officina Malanca si specializza anche nell'assemblaggio di motocicli debuttando nel 1956 con il primo modello. In seguito realizzano modelli diversificati venduti su scala nazionale e internazionale, il marchio bolognese sbarcò anche in America e Asia. Nel 1960, in un nuovo reparto della fabbrica, costruì motori interamente prodotti e assemblati da Malanca, mentre nel 1968 fece il suo esordio nel mondo delle corse con l'ingaggio di due famosi piloti, Walter Villa e Otello Buscherini. In 5 anni la scuderia Malanca conquistò sei campionati Italiani Marche nelle classi 50 cc e 60 cc, il 15 luglio a Brno e il 29 luglio ad Imatra con in sella Buscherini conquistò due storiche vittorie nel mondiale 125 cc. In seguito nel 1985 la scuderia partecipò al mondiale classe 250 con il pilota Stefano Caracchi. Nel 1978 il figlio Marco prese le redini della fabbrica Bolognese che diventò Malanca Motori S.p.A. in seguito la produzione fu focalizzata su modelli sportivi 125 cc che ricalcavano le moto protagoniste delle corse su strada. Dopo il trasferimento della fabbrica in un nuovo impianto in via Pila 6 a Pontecchio Marconi nel 1986 l'azienda chiude ponendo fine al marchio Malanca.

Scooter 50 del 1965

MAFARDA
1923-28
Piccola marca che produsse moto leggere con motore a due tempi da 123 e 173 cc.
MANTOVANI
1902-10
Casa di Milano, nel 1903, produce motoleggere nelle versioni da 1,25, 2,75 e 4 CV, raffreddate sia ad acqua che ad aria.
MARCHAND
1899-1910
Fabbrica fondata, nel 1889, a Musocco (Milano), dai fratelli Paolo e Leone Marchand, ed in seguito trasferita a Piacenza. Dopo l’ingresso nell’azienda di Attilio Orio, comincia la produzione di motociclette e la Casa diviene una delle più note in Italia, grazie anche alle vittorie sportive di Giuseppe Tamagni. Nel 1901, è esposto a Milano un modello con motore di 1,75 CV ad accensione ad accumulatori, diventa a magnete l’anno successivo. Il motore è montato al posto del tubo reggisella, la messa in moto è a manopola, il cambio a due rapporti. Il motore del modello del 1902 è inclinato lungo il tubo del canotto verso la pedaliera, che si curva nella parte inferiore per accogliere il carter motore. Nel 1903, la motoleggera ha motore verticale montato davanti alla pedaliera con telaio tipo ciclistico. Nel 1905 il modello è con motore monocilindrico verticale con valvole di ammissione automatica, il carburatore a livello costante, l’accensione a magnete in versione di 2,5 e 3,5 CV. Il motore è al centro del telaio in tubi a culla, con la forcella anteriore elastica a richiesta, la trasmissione è a cinghia, i freni a pattino sulle due ruote. Secondo alcune fonti, la Casa è scomparsa nel 1907, mentre secondo altre nel 1910.
MARCHI & FABBRI
1954
Casa che, nel 1955, costruisce i ciclomotori Cigno e Topolino, equipaggiati con motore Mosquito Garelli, con trasmissione a rullo di aderenza.
MARCHITELLI
1947-48
Ruota motorizzata con motore a due tempi da 38 cc da sostituire alla ruota posteriore di una bicicletta.
MARIANI
1930-34
Monocilindrica verticale costruita da Enrico Mariani di Monza, nel 1930. Ha distribuzione a tre valvole laterali, una di ammissione e due di scarico. Pare che questo sia il primo esempio di motore con distribuzione a tre valvole laterali. La macchina ha il cambio Burman a tre velocità e può essere alimentata anche a nafta. L’avviamento avviene sempre a benzina, poi si cambia alimentazione, a motore caldo, aprendo il rubinetto della nafta e chiudendo quello della benzina. Il tubo che porta la nafta dal serbatoio al carburatore passa due volte sopra la testa del cilindro, in modo da riscaldare la nafta e facilitarne l’accensione. A questo modello se ne aggiunge uno a due valvole, con alimentazione a benzina.
MARINI
1923-28

Motoleggera realizzata, nel 1924. È equipaggiata con un motore a due tempi di 125 cc.

Bicicletta a motore 125 del 1925

MARTINA
1924-32

Fabbrica di Torino che, agli inizi degli anni trenta, produce motociclette che utilizzano motori di 175 cc. Su ordinazione, la Casa è in grado di costruire modelli di varia cilindrata, equipaggiati con motori di altre marche straniere.

Motocicletta 175 del 1931

MAS
1922-59

Costruite a Milano da Alberico Seiling, le prime versioni utilizzavano motori da 123 cc con valvole in testa su biciclette. In seguito furono prodotte monocilindriche a quattro tempi da 123 a 568 cc con valvole laterali e in testa. Alla fine degli anni '30 le Mas disponevano di sospensione posteriore. Nel 1937 Seiling lasciò la MAS per fondare la propria marca. Durante la guerra la MAS rifornì di motociclette l'esercito italiano. Dopo la guerra non riuscì più a tornare ai livelli precedenti né la Stella Alpina da 122 cc con valvole in testa e raffreddamento forzato ad aria ed una bicilindrica da 500 cc con albero a camme in testa, che riscossero il successo sperato. Nel 1953 apparve il prototipo (che rimase tale) di una 500 Grand Prix con doppio albero a camme in testa. In breve la MAS si ridusse a costruire moto da 125 cc e ciclomotori con motori Sachs. 1956 La ditta chiuse definitivamente.

Motocicletta 570 del 1937

MASERATI

1953-62

Casa che nel 1953, costruisce la motocicletta 125 T2 monocilindrica a due tempi di 123 cc, con cambio a tre velocità, telaio in tubi, sospensione posteriore a forcellone oscillante, capace di 80 km/h. Con lo stesso telaio, la Casa produce anche il modello 160 T4, con motore a quattro tempi di 158 cc, forcella telescopica, cambio a quattro rapporti e velocità di 95 km/h. Nel 1955, la T2 è dotata di forcella anteriore telescopica. Accanto a questi modelli, ci sono la 250 T4 con motore monocilindrico verticale a quattro tempi, capace di 120 km/h, e la  175 S, con motore di 175 cc, distribuzione ad albero in testa e velocità di circa 140 km/h. Nel 1956 sono in produzione modelli di 125 e 160 cc a due tempi, nonché le 175 S e 250 T4 con l’adozione del freno a disco sulla ruota anteriore della 250 T4. Nel 1957, in occasione della Fiera Campionaria, sono messi in produzione i nuovi ciclomotori con telaio diverso a seconda dell’uso al quale sono destinati, e tutti con motore a due tempi. La produzione continua fino agli anni sessanta.

Motocicletta 160 del 1954

MASSARINI
1922-24
Costruttore di Piacenza che produce in numero limitato di motoleggere, la Massarini di 125 e 175 cc, equipaggiata con motore a quattro tempi.
MAV
1950-56
La Motori Ausiliari Velocipedi, costruisce, nel 1951, un motore ausiliario di 45 cc, il Jolly, che resta immutato negli anni successivi. Nel 1955, realizza motori di 49 cc con cilindro orizzontale e trasmissione a rullo, oppure con cambio a due velocità e trasmissione a catena.
MAXIMA
1920-25
Fabbrica Nazionale Motocicli Maxima di Voghera, già conosciuta come Officine Meccaniche Carminati, nata nel 1920. La prima motocicletta ha motore orizzontale a due cilindri longitudinali contrapposti di 690 cc, lubrificazione a caduta d’olio distribuita automaticamente da una pompa con spia di vetro, e una pompa a mano supplementare per le salite e i tratti che mettono il motore sotto sforzo. Il cambio è a tre velocità con ingranaggi sempre in presa, frizione a dischi comandata a pedali, due freni indipendenti sulla ruota posteriore, di cui uno a ceppi comandato a pedale e l’altro a nastro comandato a mano dal manubrio. La sospensione anteriore e posteriore sono a molle oscillanti. Nel 1921, esce un modello con motore di 690 cc a due cilindri orizzontali contrapposti, distribuzione a valvole laterali, accensione a magnete, lubrificazione forzata, carburatore automatico. La trasmissione è a catena con cambio a tre velocità. Un modello di 750 cc ha caratteristiche simili. La Maxima non risulta più attiva nel 1925.

MAZZILLI

1970-78

Giorgio Mazzilli il pilota milanese che nel 1970, costruisce una motocicletta destinata alla regolarità, la RSC 125. Il motore è un Sachs a due tempi a cinque rapporti, elaborato dallo stesso Mazzilli e portato alla potenza di 18 CV a 7500 giri/min e la velocità di 115 km/h. La macchina ha telaio tubolare con forcella telescopica anteriore e forcellone posteriore oscillante. Nel corso dell’anno, è costruita una piccola serie per piloti privati e appassionati.
MAZZUCCHELLI
1925-28
Produsse un numero limitato di moto leggere utilizzando motori tedeschi Alba da 198 cc su telai convenzionali.

MBA

1975-85

Casa fondata nel 1975, a Pesaro, dall’unione della Morbidelli e della Benelli Armi di Urbino. Produce circa 200 bicilindriche di 125 cc, vendute tra il 1976 e il 1977. Lo stabilimento sorge nella zona industriale di Sant’Angelo in Vado. Nel 1982, entra in produzione una 250 cc e, nello stesso anno, la MBA gareggia in questa classe, mentre la 125 è destinata a piloti privati. La 250 presenta qualche inconveniente dovuto al propulsore e a forniture di materiale non perfetto, ma migliorata dall’ingresso in azienda dell’ingegner Joerg Moeller. Il direttore sportivo della Casa è Paolo Pileri. La MBA realizza anche una serie di ciclomotori di 50 cc come il Dadà, l’Impala, il Panda, il Furetto, il 50 GT, tutti con motori Sachs a due tempi.
MBM
1964-81

Casa che, negli anni settanta costruisce il piccolo scooter Maggiolino di 50 cc.

Scooter 48 del 1961

MBR
1924-26
Casa di Bologna, produce, dal 1924, biciclette a motore con telaio progettato in modo tale da poter disporre il propulsore al suo centro.
MDS
1954-62
Casa fondata dai fratelli Giacomo, Mario e Tonino Scoccimarro, che, nel 1955, presenta una motoleggera con motore a quattro tempi a valvole in testa di 65 cc. Il cilindro e il carter in alluminio sono fusi in un solo blocco, mentre il cambio è a tre velocità in semiblocco. Il telaio è aperto, le ruote di medio diametro montano pneumatici di 2,75-16, mentre la forcella anteriore è telescopica e la sospensione posteriore a forcellone oscillante. La produzione resta praticamente immutata sino al 1958. Fino al 1960, la Casa, concentra la sua attività produttiva sulla realizzazione di motoleggere di tipo convenzionale, con motori a quattro tempi di 70, 75 e 80 cc, e su uno scooter di 65 cc, anch’esso con motore a quattro tempi.
ME
1953-55
La Moto Emilia di Bologna produsse un certo numero di moto da I75 cc, con valvole in testa, i modelli da Turismo, ad albero a camme in testa quelli sportivi e con doppio albero a camme in testa la Super Sport.
MECCANICA NVB
1956-58
Complesso di Milano che, costruisce motociclette, ciclomotori e furgoncini con motori a due tempi di 50 e 150 cc, e con motori a quattro tempi di 125 cc.
MEDUSA
1957-58
Motocicletta bicilindrica di 175 cc, costruita, nel 1957, dal pilota milanese Vasco Loro e progettata dal tecnico Luciano Pasini. Ha motore a due cilindri affiancati leggermente inclinati in avanti; il rapporto di compressione è di 10,5:1 e la potenza di 22 CV a 11000 giri/min. La distribuzione è a due alberi a camme in testa comandati da una catena rinchiusa in un carter a bagno d’olio. La frizione a dischi multipli e la trasmissione primaria a rapporti con ingranaggi sempre in presa. Il telaio in tubi, di schema classico, ha la sospensione anteriore telescopica e quella posteriore a forcellone oscillante controllata da ammortizzatori telescopici idraulici. Non risulta però, che abbia partecipato con successo a qualche gara.
MELDI
1927-37
Costruì in numero limitato di moto da corsa con motori monocilindrici con valvole in testa JAP e Rudge Python da 250 a 500 cc e collaborò con Antonio Baudo e la BM.

MELLO

1931-1948

 

I fratelli Mello, Albino e Giuseppe (Pinot), costruirono le loro prime motociclette nel 1931,  a Valle Mosse (Biella), utilizzando motori JAP di 250 cc. In seguito continuarono la produzione ma con motori Rudge e Mercury, di 350 e 500 cc. Durante la guerra Giuseppe (Pinot) e Vittorio Mello sospesero in parte l’attività mantenendo in vita la Ditta quale produttrice di biciclette. Nell’immediato dopoguerra la produzione motociclistica riprese sfruttando il materiale residuato bellico giacente presso i loro magazzini assemblandolo ed utilizzando motori e cambi Triumph. Sia ha poche notizie di una 175 cc con doppio scarico e cambio a tre rapporti. Complessivamente la ditta Mello riuscì a costruire circa 145 motociclette nelle varie cilindrate.

Motocicletta 250 del 1937

MEMINI ELECTRA
1946-47
Fabbrica di carburatori, che costruì la Electa, una due tempi leggera da 173 cc con forcella telescopica e sospensione posteriore. Pur avendo eccellenti caratteristiche, la moto non raggiunse mai la produzione in serie.
MENGOLI
1952-54
Poche motociclette a quattro tempi da 175 cc con albero a camme in testa e forcella telescopica.
MENON
1875-32
Officine fondate nel Veneto da Carlo Menon, nel 1875. I figli ne continuano l’opera e, dal 1896 al 1898, oltre a biciclette, tandem e veicoli affini, è prodotta anche una vetturetta. Le prime biciclette a motore escono dopo la prima guerra mondiale. Negli anni trenta vengono prodotti modelli di 198 cc a quattro tempi con cilindro inclinato in avanti e modelli di 175 cc a valvole laterali. I motori sono in prevalenza JAP e gli ultimi modelli sono monocilindrici di 350 cc.

MERLONGHI

1923-28

La Società Brevetti Merlonghi, viene fondata a Tolentino (MC) nel 1923, anno in cui inizia la costruzione di un motorino ausiliario. Nel 1924 tenta di aumentare la propria diffusione oltre il livello regionale, partecipando al Salone del Ciclo e Motociclo di Milano. Espone nel 1925 due tipi di bicicletta a motore, Normale con motore a due tempi a tre luci di 98 cc, magnete Eisemann, carburatore Longuemare. Tipo più forte, al limite della cilindrata fiscale di 132 cc, frizione a cono, cambio in blocco a 2 velocità, trasmissione a catena, forcella anteriore a parallelogramma. Il carter è brevettato nel sistema di tenuta. Nel 1925 vince Chilometro Lanciato U.M.A.R., classe 100 cc con G. Piasini. Chilometro Lanciato U.M.A.R., classe 250 cc con Pasquale Bufacchi. Nel 1926 continua la produzione delle biciclette a motore con molte migliorie. La fabbrica venne chiusa nel 1928.

Bicicletta a motore 132 del 1925

METEORA
1953-66

Angelo Zanasi costruì la prima Meteora utilizzando un motore OMS da 175 cc con albero a camme in testa. Dal 1955 le motoleggere montarono motori FB, NSU e Franco Morini da 50 a 100 cc.

Scooter 48 del 1955

MFB
1957-64
Motoleggera costruita agli inizi degli anni sessanta dalla Telaimotor di Bologna. È realizzata nelle versioni di 75 e 125 cc a due tempi e 175 cc a valvole in testa. I motori sono Minarelli, a due e quattro tempi.
MFG
1921-27
Francesco Garanzini, fratello di Oreste costruì motoleggere con il suo motore a due tempi da 142 cc e utilizzò motori monocilindrici Blackbume con valvole in testa su telai di propria produzione.
MG
1926-50
Fondata a Modena da Vittorio Guerzoni, iniziò con una moto dotata di motore Train. Nel 1932 fu rilevata dalla Guarinoni-Marinoni, che iniziò a costruire 250 e 500 cc con valvole e albero a camme in testa. A partire dal 1933 seguirono modelli quasi identici con nome Taurus. Dopo la seconda guerra mondiale la MG fu rilevata dai fratelli Bergamini, che costruirono moto da 250 e 500 cc con il marchio Centaurus.
MIGNON
1922-32

Motocicletta costruita a Modena da Vittorio Guerzoni, è presentata nel 1925. Ha motore di 250 cc, ottenuto accoppiando due cilindri di un motore di 125 cc su un carter in cui è in blocco anche il cambio. L’albero motore ha manovelle a 360°, il cambio è a tre velocità, lubrificazione forzata a pompa. La versione turismo ha il carter in alluminio e tocca gli 80 km/h ad un regime di 4000 giri/min. La versione Mignon SS ha carter in elektron, tocca i 129 km/h a 5500 giri/min. Il telaio è robustissimo, a culla, con forcella anteriore. Nel 1928, è annunciata l’uscita di una nuova 250 cc monocilindrica, di cui, però, non si sente più parlare negli anni successivi. Nel 1929, sono in listino una 125 cc Turismo con distribuzione a valvole contrapposte, una 125 Sport a valvole in testa e una 250 cc a due cilindri con distribuzione a valvole contrapposte e cambio a tre velocità. I motori a due tempi vengono abbandonati in favore di quelli a quattro tempi, anche se le caratteristiche delle macchine sono invariate. Nel 1932, hanno gran successo in gara le 500 cc, con cilindro inclinato in avanti e cambio a quattro velocità comandato a pedale. Vengono realizzate sia con la distribuzione ad albero a camme in testa sia a due alberi a camme in testa. Il comando degli alberi è a catena racchiusa nel carter.

Motoleggera 123 del 1925

MILANI

1969-81

Casa di Cesena che, nel 1969, presenta al Salone di Milano un ciclomotore sportivo con motore FB Minarelli. In seguito, si specializza nella costruzione di ciclomotori sportivi per il fuoristrada, regolarità e cross. Il modello Sport Competizione, del 1970, ha motore FB Minarelli a due tempi, con potenza di 7,9 CV, cambio a quattro velocità e raggiunge i 120 km/h.
MILLER BALSAMO
1921-59
Motociclette realizzate, col marchio Miller, dal 1921 con motori Moser di 175 cc, dai fratelli Balsamo, rappresentanti in Italia della Excelsior e della Ariel. Le biciclette a motore Balsamo appaiono nel 1924, con il marchio Excelsiorette, senza successo. Negli anni seguenti, vengono realizzati modelli di 125 e 175 cc, con motori Moser. Agli inizi degli anni trenta, escono i modelli Erretre ed Erredue di 175 cc, con motore Balsamo originale, mentre altri modelli di 350 e 500 cc utilizzano motori Python Rudge a quattro valvole in testa. Nel 1932, è realizzata anche una 250 Sport BS8. Nel 1934, una motoleggera di 98 cc con motore Sachs, cambio a due velocità, motore Balsamo originale a valvole in testa a 45° comandato da aste e bilancieri. Due anni dopo, questo modello assume il nome Vespa ed esce il 98 Schermato, con ampi parafanghi avvolgenti e pannelli laterali che racchiudono la parte inferiore della macchina. La Miller-Balsamo carenata ha motore a due tempi monocilindrico verticale di 196 cc, con cambio a quattro velocità comandato a pedale, il telaio è in tubi, la forcella anteriore a parallelogramma deformabile e la sospensione posteriore formata da un triangolo oscillante. Dal 1941 al 1945, sono in listino il modello 98 Schermato, con motore a due tempi di 98 cc e il modello 200 Carenato, con motore a due tempi di 196 cc e cambio a quattro velocità, e diverse versioni di 250 e 500 cc, tutte a quattro tempi. Dopo la fine della guerra, sono presentati modelli derivati da quelli del 1939, il 200 Carenato, lo Jupiter di 250 cc, il 250 Sport con motore a quattro tempi e due modelli di 500 cc nelle versioni turismo e sport. Al Salone di Milano del 1950, ci sono i modelli 200 e 200 S Carenato sono sostituiti dalla 200 V, con motore a due tempi di 196 cc monocilindrico verticale. La gamma è completata dal modello 250 V e da una motoleggera con motore a due tempi di 125 cc. Nel 1954 esce la 175, con motore monocilindrico verticale a quattro tempi di 169 cc, distribuzione ad albero a camme in testa e cambio a quattro velocità. L’ultimo modello è un ciclomotore del 1957, con motore a due tempi di 49 cc, cambio a tre velocità. La produzione cessa nel 1959.
MINERVA
1929-31
Quattro tempi da 175 cc nelle versioni a valvole in testa e laterali, costruita a Torino in numero limitato, senza riferimenti alla Minerva belga.
MINETTI
1924-27
Casa di Torino che, i fratelli Minetti produce un unico modello di 124 cc a due tempi.
MINIMARCELLINO
1969
Motocicletta pieghevole tra le più riuscite del periodo, presentata al Moto Salone di Milano del 1969 nella versione Super America.
MINIMOTOR
1945-56
Casa di Torino che presenta, nel 1945, il suo primo ciclomotore di 49 cc, a cilindro orizzontale, con trasmissione a rullo in presa diretta sull’albero motore. Nel 1949, sono proposti altri modelli, il T47 con cambio a tre velocità, il T50 R con trasmissione a rullo sulla ruota posteriore, e l’M 88 di 87,6 cc. Nel 1950, esce l’MT 47 a due tempi di 49 cc, con trasmissione a rullo e l’M 88 di 87 cc, destinato ai veicoli da trasporto. Nel 1952, sono prodotti il CE 49 con trasmissione a catena e l’E49 senza cambio. Dello stesso anno è anche la Motominima, una motominiatura con motore MT47 che non incontra fortuna. Il motore Minimotor, progettato da Vincenzo Piatti, ha fortuna soprattutto in Gran Bretagna, nei primi anni Cinquanta.
MINIZETA
1989
Produsse motori per bici da 38 cc, ciclomotori completi e minimoto.

MI-VAL

1950-67

Fabbrica di Gardone Val Trompia, fondata nel 1950, la cui prima macchina è una motoleggera di 125 cc a due tempi, con forcella anteriore a parallelogramma e sospensione posteriore ad ammortizzatori telescopici. Nel 1954, viene costruito su licenza lo scooter cabinato a tre ruote Masserschmitt, denominato, in Italia, Mivalino. Il motore è di 171,1 cc, a due tempi con cambio a quattro rapporti. Dal 1953, la Casa costruisce motoleggere di 125 e 175 cc in diverse versioni. Nel 1954 la prima macchina a quattro tempi con motore di 175 cc a valvole in testa, in produzione dal 1955. Nel 1956, esce la nuova 200 TV con motore di 199,5 cc e velocità di 110 km/h, cui si aggiunge una 125 cc a quattro tempi, con cambio a cinque velocità. È in listino anche una 175 Competizione motocross con distribuzione ad un solo albero a camme in testa. Nel 1959, è realizzato un ciclomotore di 50 cc, una 125 Sei Giorni, una 125 a quattro tempi, una 200 Principe e una 175 cc. Per le gare di cross è prodotta una 250 cc. Nel 1962 è migliorata la motoleggera Principe 200 e il ciclomotore Super Sport, nel 1964, è la volta della 125 Sei Giorni. Nel 1967, esce un interessante ciclomotore Trial 50.

Motocicletta 125 del 1956

MM

1922-57

La M.M. è una casa motociclistica bolognese.  Fondata da Mario Mazzetti (1895-1964), ex dipendente della G.D., altra Casa motociclistica di Bologna, assieme ad Alfonso Morini, Angelo Mattei e Giuseppe Massi-Mazzi, la M.M. esordisce nel 1924 con una 125 cc monocilindrica due tempi (motore brevettato da Mazzetti) dal buon successo, spinto anche dalle vittorie ottenute in diverse competizioni. Nel 1929 viene introdotta una 175 quattro tempi, al fine di rientrare in una categoria dal crescente successo, agevolata dalle semplificazioni previste dal Codice della strada (che prevedeva l’esonero da targa e patente). Con l’abolizione delle agevolazioni nel 1933, la 175 viene rimpiazzata da una 250. Entrambe avranno discreto successo, anche nelle competizioni (la 175 nel 1933 conquista i record mondiali sul chilometro e sul miglio lanciato, mentre la 250 vince il Circuito del Lario 1938 e 1939 e la Milano-Taranto 1940). Nel 1937 Alfonso Morini abbandona l'azienda, la sua liquidazione consiste in 25.000 lire, alcune attrezzature e una motocicletta. Proprio la motocicletta (trasformata in motocarro) segnerà l’inizio dell’attività di Morini come costruttore, che nel 1946 lo porterà a fondare la Moto Morini. Il mercato sta cambiando, e chiede motociclette economiche e scooter, assenti dalla gamma della casa bolognese. Un tentativo di rispondere alle richieste del mercato è la 125 due tempi del 1954. Nel 1957 l'azienda M.M. viene dichiarata fallita.

Bicicletta a motore 125 del 1928

MOLARONI

1921-27

Motocicletta costruita a Pesaro, nel 1921, dalla Società Anonima Industrie Riunite Fratelli Molaroni. Ha motore monocilindrico verticale a due tempi di 300 cc, con cilindro e pistone in ghisa e biella in acciaio al nichel con testa su cuscinetto a rulli e albero motore in un solo pezzo. Il cambio è uno Sturmey-Archer a due velocità, con frizione e messa in moto a pedale, trasmissione a catena. La Casa produce anche un modello a due cilindri orizzontali contrapposti, con motore a due tempi di 600 cc. La stessa macchina, con qualche modifica, è prodotta sino al 1924, anno in cui è presentato un modello con silenziatore di nuovo tipo, freni a cerchietto su entrambe le ruote, cambio a tre velocità. Nel 1925, la Casa costruisce quattro modelli a due tempi, denominati C, CS, D e DS. I primi due hanno motore di 300 cc, mentre la D e la DS di 344 cc. Alla fine del 1925, viene annunciata la costituzione della Società Moto Molaroni e il lancio di un nuovo modello, una monocilindrica verticale a quattro tempi di 350 cc con distribuzione a valvole in testa, cambio a tre velocità, telaio in tubi con forcella anteriore a parallelogramma. La versione turismo raggiunge gli 85 km/h, la E Sport i 105 km/h e la E Special i 125 km/h. Nel 1925, la Casa si trasferisce nei nuovi stabilimenti di Bergamo e, nel 1926, presenta una monocilindrica con motore verticale di 350 cc a valvole in testa e interessanti caratteristiche tecniche. La Casa chiude i battenti 1927.

Motocicletta 300 del 1923

MONACO
1950-55
Augusto Monaco, nel 1926, con la collaborazione di Federico Della Ferrera, costruisce un motore a quattro tempi di 250 cc con sovralimentazione speciale. La potenza è di 13 CV a 7000 giri/min. Nel 1927, Monaco si associa al costruttore torinese Baudo e nasce la Monaco-Baudo, con motore monocilindrico verticale di 500 cc a valvole laterali. Il cilindro ha testa riportata in alluminio e cambio in blocco a tre velocità. Con il marchio Monaco appare anche una motocicletta carrozzata costruita nel 1950 dal progettista aeronautico Vittorio Monaco. Il motore è a due tempi di 125 cc, ma non è mai stata costruita in serie.
MONTEROSA
1954-58
Costruì ciclomotori economici di 49 cc con motori Itom a due tempi, prodotti in Italia dal 1954 al 1958.
MONTÙ
1903-10
Fabbrica di Alessandria che costruì ciclomotori e moto leggere con motori Sachs da 50 a 175 cc.
MONVISO
1951-56
Costruì motociclette e motoleggere prodotte a Savigliano (Cuneo), la cui gamma comprende versioni di 125, 150 e 175 cc, con motori a due tempi della Fichtel & Sachs.
MORBIDELLI
1967-82
La Morbidelli è una storica casa motociclistica italiana fondata nel 1967 a Pesaro da Giancarlo Morbidelli, industriale conosciuto per la sua attività di costruzione di macchine per la lavorazione del legno. La fabbrica venne fondata in virtù della passione del fondatore per i motori e la velocità, strada seguita anche dal figlio Gianni Morbidelli, pilota automobilistico che corse anche in Formula 1. L'avventura nei GP della casa pesarese iniziò nel 1969 al GP d'Olanda, dove Eugenio Lazzarini arrivò 10° nella gara della classe 50. I primi punti vennero conquistati ancora da Lazzarini con la 50 al GP di Germania 1969. Nella sua storia ha vinto anche 3 titoli mondiali della classe 125 nel 1975, 1976 e 1977 con Paolo Pileri e con Pierpaolo Bianchi, oltre che quello nella classe 250 del 1977. L'ultimo GP di una Morbidelli fu quello di San Marino del 1982, dove Gianni Pelletier portò al 20° posto la 500 quattro cilindri. L'attività sportiva è proseguita poi con la denominazione Morbidelli-Benelli Armi dal 1975. L'ultimo prodotto marchiato Morbidelli presentato sul mercato ma mai entrato in produzione è una avveniristica motocicletta da 848 cc dotata di un V8 e disegnata da Pininfarina. La problematicità della costruzione nonché il costo previsto molto elevato ne hanno impedito la messa in produzione in serie ma vari esemplari sono custoditi in musei di particolare importanza a riprova della bontà della sua progettazione.

MORETTI

1934-50

Giovanni Moretti iniziò a costruire moto a Macerata, usando motori Ladetto, DKW e JAP. Nel 1946 produsse una 125 cc con doppio albero a camme in testa dotata di un telaio ovale disegnato da Angelo Blatto, cui seguì una versione da 250 cc. Nel 1947 apparve una 250 cc a due cilindri contrapposti con valvole in testa e trasmissione ad albero, venduta con il nome Erfim.

Motocicletta 175 del 1936

MOTAUTO
1955
Veicolo a due ruote completamente carrozzato, costruito da Vittorio Monaco, nel 1955, a Sesto Calende. Ha forma di siluro e il guidatore vi sta seduto come su di una vetturetta. Il telaio è formato da due tubi paralleli che si curvano anteriormente verso l’alto per unirsi ad un altro tubo che forma il canotto. Un traliccio di profilati sostiene tutta la carrozzeria. Il motore è disposto nell’estremità posteriore del telaio e trasmette il movimento alla ruota motrice, situata davanti al motore, per mezzo di una catena. Le sospensioni sono telescopiche e il motore è un monocilindrico a due tempi di 125 cc. La macchina definitiva doveva, nelle intenzioni di Monaco, avere un secondo posto per il passeggero e, nel vano davanti allo sterzo, l’alloggiamento per la ruota di scorta e il bagaglio. Non risulta, tuttavia, che il progetto sia andato oltre il prototipo.
MOTO BIRO'S
1971
Casa italiana fondata da Giancarlo Biondi e Vincenzo Rossi negli anni settanta, ha sede a Cesena ed è specializzata nella produzione di ciclomotori di 50 cc di tipo convenzionale, con telaio tubolare, e anche di modelli riservati al fuoristrada. I motori sono a due tempi monocilindrici, tutti con aspirazione a valvola lamellare.
MOTO BM
1952
Casa fondata nel 1952 da Bonvicini a Rastignano Pianoro (Bo), realizza una 125 in tre versioni e una 160 cc, tutte fornite del motore Jlo a due tempi. Dal 1953 al 1955 produce motoleggere di 75 cc modello Lusso quattro tempi, 100 cc Turismo e Lusso con motore NSU Fox quattro tempi, 125 cc Turismo quattro tempi e una 250 bicilindrica. Nel 1956, costruisce ciclomotori e motoleggere. I ciclomotori della serie Amico utilizzano motori della Minarelli.
MOTO BORGO
1899-26

Casa fondata a Torino, è connessa solo indirettamente con le motociclette Borgo monocilindriche e bicilindriche. Si tratta di motociclette bicilindriche di 500 cc a valvole in testa di eccellenti prestazioni, che ottengono rilevanti successi in gara. L'attività della Moto Borgo cessa nel 1926.

Bicicletta a motore del 1914

MOTO EMILIA
1953
Casa di Bologna che nel 1953 costruisce le motociclette ME nei modelli Turismo 175 ad aste e bilancieri, 175 Sport con distribuzione ad albero a camme in testa e Super Sport di 175 cc con distribuzione a due alberi a camme in testa comandati a catena. Quest'ultimo modello è in grado di toccare i 144 km/h.
MOTO FUTURO
1948-49
Produsse moto da 98 a 250 cc con telaio aperto e sellino ribaltabile.
MOTO GABOR
1977
Motocicletta prodotta a partire dal 1977 a Dueville (Vi) i cui modelli sono esclusivamente riservati al fuoristrada. La versione di 75 cc si aggiudica il terzo e quarto posto nel campionato italiano di regolarità del 1977. Trattasi di una moto realizzata appositamente per l’attività agonistica, in grado di sviluppare 13 CV a 9300 giri/min. Il telaio è una doppia culla chiusa in acciaio al cromo e la sospensione posteriore è a forcellone oscillante con ammortizzatori Marzocchi a gas.
MOTO GORI
1960-85
Casa di Firenze nata dalla passione di Vasco Gori negli anni sessanta. Muove i primi passi trasferendo l'esperienza acquisita nell’elaborazione degli scooter in quello nel mondo del motocross, si dedica anche all'elaborazione delle Moto Bimm, che escono appunto con il marchio Gori-Bimm. Sfruttando nel migliore dei modi il potenziale del motore Sachs a sei marce, sono prodotti, verso il 1968, modelli prima di 50 e in seguito di 125 cc. I successi non tardano ad arrivare, grazie all’abilità di piloti come Dolce, Cimberio, Curredi e Oidrati, che riescono a collezionare otto titoli italiani di motocross. Nel corso degli anni Settanta, la produzione comprende modelli sia da enduro che da cross di 125 e 250 cc e anche modelli di 50 cc, sempre equipaggiati con motori Sachs. Al Salone del 1980, è presentata una gamma di motociclette completamente rinnovata, caratterizzata dall'adozione dei propulsori Rotax, sia da enduro che da cross. La Casa chiude i battenti nel 1985.
MOTO GRAZIELLA
1975-80
Casa con sede a Vittorio Veneto (Treviso), realizza, tra il 1975 e il 1980, ciclomotori di 47 cc.

MOTO GUZZI

1921

Fondata a Mandello del Lario da Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, iniziò con una monocilindrica da 498 cc con valvole di aspirazione sopra quelle di scarico. Il motore a quattro tempi a cilindro orizzontale costituì la base per le serie successive fino a metà degli anni sessanta e il monocilindrico da 500 cc mantenne le dimensioni originali di 88x82 mm fino al 1976. Nel 1924 apparve la 500 cc con quattro valvole e albero a camme in testa, che vinse il primo campionato europeo. Dal 1926 la Guzzi costruì anche 250 cc e modelli speciali da corsa, per i modelli da strada usò il motore monocilindrico, ma sviluppò anche una serie di motori da corsa, tra cui un bicilindrico a V a 120°, motori a uno, due, tre e quattro cilindri sovralimentati, a quattro cilindri in linea con albero a camme in testa e, nel 1955, la V8 da 500 cc. Dopo la seconda guerra mondiale costruì moto di piccola cilindrata, come la due tempi Motoleggera 65, la Zigolo da 98 e 110 cc e lo scooter Galletto da 160, 175 e 192 cc. Intanto continuava la produzione delle 250 e 500 cc a cilindro orizzontale e volano esterno. Nel 1967 venne prodotta una V2 da 703 cc con trasmissione ad albero, il cui motore con valvole in testa era in origine destinato a un triciclo militare. Il modello V7, adottato ancora oggi, divenne la base dei modelli successivi, di cui furono costruite anche versioni sportive e da turismo.  Nel 1994 la cilindrata è arrivata a 1100 cc. Nel 1971 la Guzzi, in difficoltà, venne acquistata da Alessandro De Tomaso, proprietario della Benelli. In seguito furono sviluppate una serie di V2 e una di modelli a quattro tempi a due e quattro cilindri, identici alle Benelli. Nel 1977 apparve una V2 più piccola, con trasmissione ad albero, e alcuni modelli da 350, 500 e 650 cc. Nel 1993 viene prodotta la Daytona da 922 cc con teste a quattro valvole, albero a camme in testa e sistema di iniezione.

Motocicletta 500 del 1921

MOTO ITALIA
1956
Motocicletta costruita, dai fratelli Scalambra che ha trasmissione idraulica dal motore alla ruota posteriore attraverso i tubi della forcella oscillante. Il progetto è abbandonato per mancanza di capitali.
MOTO METEORA
1953-85
Motocicletta costruita, nel 1953, da Angelo Zanasi, con motore OMS monocilindrico verticale a quattro tempi. Successivamente, la Casa, con sede a Monteveglio (Bologna) si amplia con una 125 cc, un ciclomotore di 50 cc e uno scooter, il Pony, cui segue il ciclomotore Poker, questi ultimi due con motore NSU di 50 cc. In seguito, la produzione si concentra su ciclomotori. Negli anni ottanta è in listino il Meeting, con motore Franco Morini 4M/R e distribuzione regolata dal pistone, lo Scacco Kit, con lo stesso motore, ma con aspirazione regolata da valvola in lamelle e telaio monotrave, e un cinquantino da cross, l’Arrow CR, con motore P4 di 49,6 cc, oltre al 2001 K, al Mini Sebring, al Minimet. L’attività cessa nel 1985.

MOTO MORINI

1946

Casa fondata nel 1946 da Alfonso Morini, già fondatore della MM nel 1937. La prima motocicletta è una 125 due tempi con cambio a tre velocità, forcella stampata a parallelogramma e sospensione posteriore ad ammortizzatori telescopici. Seguì anche una 175 cc a quattro tempi, che nella versione Settebello Sport, nel 1955, tocca i 140 km/h. È del 1948 la versione di serie della 125 da competizione, che tocca i 125 km/h. In seguito, la Morini progetta e costruisce la prima macchina con distribuzione ad albero in testa comandato a catena con cambio a tre rapporti ed in seguito, a quattro, con potenza di 12 CV a 10000 giri/min e la velocità massima di 140 km/h. Nel 1949 e anni seguenti, la potenza è portata a 14 e poi a 15 CV, e nel 1952 a 16. Nel 1954, la 125 è sostituita con una 175 cc, con cui Mendogni conquista il titolo italiano della sua classe. Il 1955 è l'anno del Re Bello, il modello da corsa per gare di gran fondo con potenza di 22 CV a 9000 giri/min e velocità massima di 170 km/h. Nel 1957, derivata tecnicamente dal Re Bello, esce la prima autentica Morini 250 a due alberi a camme in testa comandati da ingranaggi. La potenza è di 29 CV a 10000 giri/min e la velocità supera i 185 km/h. Nel 1958, un'altra versione con distribuzione sempre a due alberi, accensione a due candele, nuovo telaio a doppia culla. La potenza è di 32 CV e la velocità di 210 km/h, migliorata nel 1967 e raggiunge i 40 CV di potenza. Dal 1955 al 1970, se lo sport è stato importante, non lo è meno la produzione di serie, dapprima con le macchine di 175 cc nelle versioni Gran Turismo, Settebello, Re Bello e, nel 1956, Briscola.  Alla fine di quello stesso anno, nasce modello Sbarazzino di 98 cc, mentre, nel 1957, si aggiungono i modelli Tressette e Tressette Sport di 175 cc. Una novità del 1959 è il Corsaro 125, con motore a quattro tempi e una linea impeccabile. L'anno successivo troviamo il Corsaro 125, il Tressette e Corsaro Veloce Tressette Sprint di 175, tutte monocilindriche con cambio a quattro velocità. Nel 1962 escono il Monello 125, e soltanto nel 1963 la Morini inaugura la produzione di ciclomotori con il Corsarino 48, che viene prodotto in diverse versioni, mentre il Corsaro è realizzato nelle cilindrate di 125 e 150 cc. Alla fine del 1965 è presentato anche il Settebello GTI di 247 cc, monocilindrico, con potenza di 18 CV, mentre, per i giovani che amano il fuoristrada, nel 1966 è in produzione una 125 Regolarità cui segue, nel 1968, il Corsarino Scrambler. Nel 1972, sono in listino ciclomotori in diverse versioni, le motoleggere Corsaro di 125 e 150 e due modelli regolarità di 125 e 165 cc a quattro tempi. Nel 1973, esce un modello innovativo con motore a due cilindri a V di 72° disposti longitudinalmente. Una raffinatezza è il rubinetto della benzina che si apre attraverso un sistema elettromagnetico quando si inserisca nel quadro la chiave di contatto. Nel 1976, sono in produzione i ciclomotori Dollaro, Corsarino e Corsarino Scrambler, tutti di 50 cc. Nel 1977 una monocilindrica di 250 cc con cilindro inclinato in avanti. Del 1978, è una monocilindrica di 125 cc con potenza di 13,75 CV, cui si affianca una monocilindrica 250 cc. Negli anni ottanta la produzione si modernizza e tra le stradali sono in listino la  350 K2, le classiche 125 e 250 e la  500 Sei V bicilindrica a quattro tempi. Nei fuoristrada i modelli di punta sono la Kanguro 350, la Camel 501 e la  125 KJ. Nel 1986, la Casa è acquistata dai fratelli Castiglioni della Cagiva ed escono dei modelli interessanti come il chopper Excalibur di 350 e 501 cc, la Stradale Dart 350 e le Coguaro 350 e 501, tutte con motore bicilindrico a V.

Motocicletta 175 del 1958

MOTO V
1927-31
Motocicletta con telaio in lamiera stampata, costruita nel 1927 dall’ingegner Vandone di Torino. Il motore è di 325 cc e il cambio a tre velocità.

MOTO VILLA

1961

Motociclette realizzate dal pilota Francesco Villa. Il primo modello è una 125 cc a due tempi, la Beccaccino, portata in gara prima da lui stesso e poi dal fratello Walter. Verso la fine degli anni sessanta sono realizzate motociclette di piccola cilindrata destinate alle gare, attività questa che porta Villa a costruire uno stabilimento a Pragatto Crespellano (Bologna), operante dal 1974. La produzione è quasi interamente dedicata al cross e in listino ci sono una 125, una 250, una 380 ed una 500 per le gare di questa specialità. A questi modelli si aggiunge anche un enduro 350. Tutte le moto sono dotate di telai in molibdeno con forcella da corsa Marzocchi, ammortizzatori posteriori a gas. I motori a due tempi hanno distribuzione classica a luci incrociate con cilindro in alluminio e canna cromata. Oltre alla gamma di modelli speciali per il cross e la regolarità, è costruita anche una piccola serie di moto per bambini con motore a due tempi di 50 cc e il Minicross, una moto da cross con cambio a quattro rapporti. Negli anni ottanta, la Casa ha in produzione la Moto Villa 125, 250 e 495 MCA per il cross, il Tempestino 80, sempre per il cross, la 350 Rommel entro-fuoristrada e, infine, la Daytona 125, versione stradale.

MOTOBI

1949-62

Fondata da Giuseppe Benelli che lascia la Benelli a seguito di disaccordi famigliari. Il primo modello è la 98 B (1950), monocilindrica con motore a due tempi soprannominata balestrino a causa della sospensione posteriore a mezza balestra. Con la B inizia l'avventura MotoBi. Caratteristica della moto è il motore, la cui forma ricorda quella di un uovo. Nel 1952 nasce Spring Lasting, bicilindrica di 200 cc sempre a due tempi, nata per sfidare la Benelli Leonessa e vinse anche una Milano-Taranto. Nel 1956 costruisce una serie di moto con motore a quattro tempi. la Imperiale con motore 125, e la Catria di 175 cc (i nomi provengono da luoghi nei dintorni di Pesaro). Giuseppe Benelli muore nel 1957, e gli eredi decidono di ricongiungersi alla Benelli. L'ultima MotoBi riconoscibile come tale fu una sportiva bicilindrica a due tempi da 250 cc.

Motocicletta 200 del 1965

MOTOCLIPPER
1948-49
Una moto leggera con motore a quattro tempi Ducati da 60 cc.
MOTODELTA
1970-73
Casa fondata dai fiorentini Guidotti e Lombardi, nel 1970 per l’elaborazione di motoleggere per cross e regolarità. La prima macchina completa è una 125 cc da cross con potenza di 19,7 CV a 9700 giri/min.
MOTOFLASH
1957
Ditta di Bologna che, nel 1957, costruisce scooter, ciclomotori e motoleggere con motori a due tempi di 50 cc. Accanto a questa produzione, realizza motori ausiliari con cilindro orizzontale di 48 cc.

MOTOM

1947-71

Casa con sede a Milano il cui primo ciclomotore è del 1948, si tratta di una macchina piuttosto originale, che anticipa di almeno un decennio le tendenze tecniche favorevoli ai telai in lamiera stampata a struttura monotrave. Il telaio consiste in una travatura principale che nella parte anteriore incorpora il serbatoio della benzina, mentre all’estremità opposta si biforca a formare i due bracci della forcella rigida che accoglieva la ruota. Nel 1950, viene presentato il Delfino 150, con il motore monocilindrico inclinato in avanti di 147 cc a valvole in testa e cambio a quattro velocità. Il motore è alloggiato molto all'indietro, quasi sotto la sella, in un telaio formato da tubi di grande sezione. Nel 1952, è sostituito dal Delfino 163 cc, con potenza di 8 CV e velocità di 90 km/h. Nel 1953, esce un terzo modello, la moto Turismo 98, con telaio formato da una travatura centrale in lamiera stampata che incorpora il serbatoio della benzina. Nello stesso anno, è realizzato il modello GG di 48 cc. Nel 1962, nasce la Motom Junior 100, con le caratteristiche generali della Motom 92, ma con motore di 99,8 cc. Del 1964, è il ciclomotore 48 D con cambio a tre marce e, lo stesso anno, entra in produzione il Motom Peugeot, costruito in collaborazione con la Casa francese. Il Nova è del 1965, con un motore a due tempi e, a richiesta, la frizione automatica. L'anno dopo, entra in produzione il Junior Cross, motoleggera per il fuoristrada di 98 cc, seguito dallo Sport 50, con motore di 48 cc. Nel 1967, ecco il ciclomotore Daina, con motore a due tempi e frizione automatica, affiancato subito dal Daina Matic con variatore automatico di velocità. In seguito, la Motom, per difficoltà finanziarie, è costretta a cessare la produzione motociclistica. Va anche ricordato che la Casa ottiene un lusinghiero successo anche nel campo dei record.

Scooter 160 del 1951

MOTOMEC
1985-89
Casa di Longiano (Forlì) che, dal 1985, produce il Jobby, ciclomotore multiuso, che, mediante l’applicazione di specifici accessori alle prese di moto situate sulla trasmissione, si trasforma in caricabatteria, compressore, pompa ad alta pressione. Dispone di un motore di 48,9 cc, la cui potenza è di 1,2 CV a 5300 giri/min.
MOTOPIANA
1923-30
Motoleggere e motociclette con motori Villiers e prodotte dalla Casa Piana di Firenze dal 1923 da Gualtiero Piana. Hanno il cambio a due o tre velocità. Nel 1926, è presentata una nuova bicicletta a motore con motore Villiers di 250 cc a due tempi. Nel 1927, è presentata una nuova motocicletta di 250 cc, con motore di propria progettazione, monocilindrico verticale con distribuzione a valvole laterali. Nel 1928, con qualche modifica, la moto diventa M 250 Standard. La produzione cessa nel 1930.
MOTO-REVE ITALIANA
1912-15
Costruì mono e bicilindriche a V da 300 a 497 cc su licenza della svizzera Moto-Reve.
MOTOTECNICA
DELL'ITALIA
CENTRALE
1952-86
Casa fiorentina, fondata nel 1952, inizia a costruire motoveicoli l’anno successivo. I primi modelli, commercializzati con il marchio Moto Gabbiano, sono prodotti e venduti tra il 1953 e il 1954. Sono motocicli di 125 cc in versione sportiva e stradale. Negli anni ottanta la Casa si orienta verso la realizzazione di ciclomotori e di alcuni modelli di 80 cc. Tra i modelli del periodo citiamo il Line 4 GTI, l’Okey GTI 50, e il Gabbiano CRSL 81 50, destinato al fuoristrada. Inoltre, sono migliorati il Line 4 Special, sempre di 49 cc per il fuoristrada, il Puma SS, 49 cc per strada, e il ciclomotore Ghibli Mix, tutti e tre dotati di freno anteriore a disco. La produzione cessa verso il 1986.

MOTRON

1961

Casa di Modena fondata, nel 1961, da Edoardo Po, con ragione sociale Romeo, cambiata in Motron all’ingresso in società dei figli di Po. La produzione si concentra sui ciclomotori, i monomarcia, come l’SA 50, il RAG I, l’MST 50, il Taxi, i quattro marce, come il GTO e l’Oregon. Per seguire la moda delle moto tuttoterreno, è realizzato un cinquantino, l’XLE, con motore raffreddato a liquido e distribuzione lamellare di ottima qualità.
MP
1934-35
Produzione limitata di moto con motore Sturmey-Archer da 500 cc a valvole in testa e telaio in acciaio stampato.
MR
1924-26
Costruì un numero limitato di motociclette dotate di motore Train.
MT34
1943-49
Motore per bici da 34 cc progettato da Giuseppe Remondini.
MÜLLER
1950-79
Motociclette costruite a Bologna dal 1950 da Bruno Muller, utilizzano motori NSU nelle versioni a due e quattro tempi. La gamma comprende cilindrate da 49 a 250 cc. Negli anni sessanta, la Casa si rivolge anche al settore sportivo realizzando un ciclomotore cross con motore Sachs a cinque rapporti, un cinquantino con motore Franco Morini a quattro marce, una 125, sempre per il cross, con motore Franco Morini, e un modello cross con motore Villiers Starmaker di 250 cc. Al Salone di Milano del 1969, è presentata un’ottima 125 cross con motore a due tempi dotato di potenza di 22 CV a 9800 giri/min.
MURATORE
1948-53
Motocicletta con motore a due cilindri verticali affiancati di 249,92 cc, distribuzione ad albero a camme in testa e potenza di 14 CV a 5800 giri/min, costruita, nel 1949, dall’artigiano Teresio Muratore di Tollegno (Biella). La velocità massima è di 110 km/h.
MUSA
1947-49
Casa di Milano, specializzata nella produzione di biciclette e tricicli da trasporto che, nel 1947, presenta la motoleggera Musetta, di 70 cc, con cambio a tre velocità, telaio a triangolo posteriore elastico e forcella anteriore in tubi a parallelogramma.

MV AGUSTA

1942

Dopo la seconda guerra mondiale la fabbrica di aerei Agusta diversificò la sua produzione nel settore motociclistico. Le prime MV (Meccanica Verghera) erano moto leggere a due tempi da 98 e 125 cc. Nel 1947 venne costruita una moto a quattro tempi da 250 cc. Alla fine degli anni cinquanta, la MV disponeva di una gamma di moto leggere e di scooter da 50 a 175 cc. Dal 1967 produsse moto bicilindriche da 250 e 350 cc. Nel 1950 venne prodotta la prima 500 a quattro cilindri da corsa, con sospensione a barra di torsione e trasmissione ad albero, di cui fu costruita anche una versione da 125 cc, entrambe le moto ottennero successi strepitosi, che convinsero la MV a produrre anche le versioni da 250 e 350 cc. Prima di ritirarsi dalle corse, nel 1976, la MV vinse 37 campionati mondiali. Nel 1966 apparve la prima quattro cilindri da strada, una 600 cc con trasmissione ad albero costruita fino al 1971, e poi sostituita da un modello sportivo da 750 cc. Vennero prodotti anche alcuni modelli da strada a quattro cilindri con doppio albero a camme in testa. Nel 1977 il settore motociclistico della Agusta, sempre più in secondo piano rispetto alla produzione aeronautica, fu venduto alla Cagiva, ma il più volte adombrato rilancio del marchio non ha finora avuto esiti concreti.

Motocicletta 98 del 1946

MVB
1954-56
Ciclomotori e moto leggere con motori a due tempi di altre case.

 

 

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